Il Ministero degli Interni ammette il simbolo presentato
dal PdA (cosa non scontata per via dell'accostamento della
croce con il volto di una pornostar); quindi l'Ufficio Elettorale
del Comune di Roma convalida le 2.200 firme dei Sostenitori
presentate dal PdA e infine il partito viene ufficialmente
ammesso a partecipare alle elezioni politiche e le liste
dei suoi candidati a Camera e Senato vengono pubblicate.