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2009
- 29/12/2009 - Davide vs Golia, ovvero il Partito dell'Amore vs il Popolo della libertà.





Un articolo de La Repubblica cerca di fotografare l'escalation delle idiozie dette, a destra e a manca, intorno al Partito dell'Amore nel mese di dicembre. Al PdA di Moana Pozzi e Mauro Biuzzi gli tocca ancora di resistere nell'Estremo Centro della Spirale del Bipolarismo Confusionale italiano della Seconda Repubblica. Buona lettura!

  scarica l'articolo de La Repubblica (pdf - 524 KB)

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- 22/12/2009 - Warriors, vogliamo giocare a fare il vero Partito dell'Amore?

Scambio.di.coppie: gioco adatto alle famiglie mafiose, minori accompagnati e disarmati, prima o dopo la tombola.

Chi indovina qual'è il vero Partito dell'Amore tra quelli mostrati nei quadretti qui sotto, riceverà in omaggio una tessera originale del vero PdA! Basta scrivere nella mail il numero in alto a destra nel quadretto e messaggiare:  .

Buon divertimento con Scambio.di.coppie, il nostro gioco di Estremo Centro sul tema, sempre più attuale, della Pornocrazia Bipolare e Confusionale italiana!


              

              





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- 19/12/09 - Brigate Si.pesca.bene.nel.torbido, nel Paese dove nulla viene più chiamato con il suo vero nome.

Il Vero Partito dell'Amore (quello della III Repubblica di Biuzzi e Moana, e non quello di Ciccioline e Cicciolini dei Governi di I e II Repubblica), una volta tanto e dati i picchi di visite al ns sito (10.000/giorno), ringrazia gli Autori.Consigliori di Sky Italia, Mediaset e Rai (AnnoZero e Ballarò) per il regalo della gigantesca campagna di confusione mediatica fatta per tutto il mese di dicembre
con l'ultimo lapsus o surrogato di un bipolarismo politico agonizzante
(il dualismo freudiano odio/amore)
, nel nome di uno dei tanti falsi Partiti dell'Amore che circolano in un'Italia povera soprattutto di idee (e contenuti) originali.

Grazie di Cuore!

P.S. : ma continuare, dopo diciassette anni, a fare satira politica irrispettosa (alla Guzzanti) sul Partito dell'Amore, continuerà a non aiutarvi a trovare un nome convincente per le vostre lobbies e un leader politico popolare e amato come Moana.
Sotto sotto e sopra sopra, girate sempre intorno agli stessi argomenti: pornografia e politica, e senza nemmeno avere o averci avuto Moana.

Ma guardatevi: che approssimazione, che vite sprecate, che Presepe brutto anche quest'anno...

Il Cd del PdA (con la collaborazione del Comitato per un mese di Bontà).



             
- 10/12/09 - Monitor Vallettopoli: Corona: "mi vergogno di essere italiano".

Noi del PdA ci vergognamo che Corona sia italiano.

Ora che è caduta la pornocorona, aspettiamo, seduti lungo il fiume, che passi anche la testa del porno.Re (e dopo quella delle porno.regine).

Alla fine cadranno anche la testa e la corona del porno.Imperatore: ci vorrà più tempo ma noi ci saremo, a fissarla negli occhi finchè non abbasserà quel suo sguardo che ti vorrebbe ancora fottere, non per vergogna né per pudore ma per forza.
"Caron dimonio, con occhi di bragia"(Inf. III 109) versus "Andovvi poi lo Vas d'elezione"(Inf. II 28): la solita Storia dell'Anticristo, del bravismo e del teppismo in Italia....

Il Pornografo è nudo! La ruota gira e mò ve tocca: coglioni senza palle, coscienza e vergogna, altro che italiani. Traghettatori transnazionali e a piede libero di "anime prave" in libera uscita: la mejo gioventù liberal.libertaria, nella quale carnefice e vittima ormai coincidono quasi perfettamente. Amen.





                 
- 08/12/09 - Processare Moana.

Il nostro Segretario nazionale Mauro Biuzzi è stato invitato da Enrico Ghezzi, il noto cinefilo e autore televisivo di Blob e Fuori orario su Rai Tre, a processare (e assolvere), dal punto di vista del PdA, la vicenda umana di Moana Pozzi, anche alla luce o all'ombra della recente miniserie di Sky Cinema.

Il dibattimento si è svolto a porte chiuse nell'ambito
nell'ambito della prima edizione di Immaginario Festival a Perugia.

Per immagini, video, stampa e altri contenuti sull'evento, vai al sito dell'Associazione Moana Pozzi.





































                 
- 03/12/09 - E' finalmente uscita la versione italiana della nuova puntata del porno.teleromanzo "Cuore" (titolo originale: "Fiesta").

Per avere maggiori informazioni su "CUORE o FIESTA", vai al sito dell'Associazione Moana Pozzi.




















                 
- 22/11/09 - Vie' trall'amici, zi'...

No Vasco, no Vasco: anch'io ci casco...














             
- 12/11/09 - Benvenuto, frate'...
Auto.dimostrazione immediata del ns Teo.rema di Morgan.Morgan:
XXX FACTOR deca.dance = RAI deca.dance = "sei.populista.retorico.demagogico.vuoto" (c.v.d. ieri).













- 11/11/09 - X FACTOR: il Giorno del Giudizio!






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- 10/11/09 - Miniserie Sky Cinema "Moana", seguito.

L'Icona c'è e, sembrerebbe, anche il primo PdA delle Politiche '92...
















 
- 09/11/09 - Ventennale della caduta del muro di Berlino.
La nostra East Side Story (1986/88).


Ricordiamo questa data fatale come quella della vera fondazione anti.ideologica del Partito dell'Amore e della pubblica esposizione del suo primo simbolo, l'Icona Staller. Senza nessuna volontà di bilancio, rimandiamo alle immagini della nostra prima manifestazione pubblica, il musical East Side Story al Teatro Manzoni a Roma, nostro contributo di Estremo Centro sulla caduta (mediatica) della scenografia filosovietica d.C. (dopo Chernobyl) e sulla sua misteriosa ri.caduta (mediatica) sull'inizio del millennio mondialista e pornocratico, di cui l'Italia divenne l'espressione universale (prima grazie e poi nonostante noi del PdA).














 
- 08/11/09 - Miniserie Sky Cinema "Moana": l'Icona c'è!

Se c'è anche "la politica di Moana" lo vedremo l'1 e 2 dicembre (col decoder PDA).













 

- 04/11/09 - La nostra soluzione finale: il cuore.crociato!

A proposito di cercare soluzioni a problemi già risolti.
Il crocefisso, Moana, l'identità nazionale italiana: e poi non veniteci a dire che non ve l'avevamo già data vent'anni fa (la soluzione).
Ma il popolo italiano è ancora in ostaggio.
E per ora il nostro cuore.crociato è appeso allo schermo di qualche media italiano. Poi, ci si augura, nel museo del Risorgimento di qualche provincia italiana, come voleva l'ultima Moana.
Altro che le lucrose Mirabilandia dell'anti.politica e dell'anti.mafia in alta definizione.
Ancora basterebbe la fotocopia di una vera icona dell'unità nazionale.










M.- Noi proviamoci! Leviamo dai muri Marx, Lenin, Mao e vediamo se spariscono anche le ombre dei Re.
M.- E al posto di tutte queste Immagini Perdute, il Partito dell'Amore che cosa ci metterà?
M.- Io proverei con la Gioconda di Leonardo.
M.- Che strana idea!
M.- Ai giapponesi andrebbe benissimo e loro di affetto ne hanno veramente bisogno...
M.- E poi?
M.- Poi ci metterei tutte le altre donne che hanno sorriso al Mondo, fino a Moana Pozzi, le maddalene dei nostri giorni.

(dal manifesto del PdA L'ellisse dell'Amore, di Mauro Biuzzi e Marcella Zingarini, 1991.)






 
- 11/10/09 - Quindicesimo anniversario della morte di Moana Pozzi.

   VOTA MISS MOANA 2009!

Anche quest'anno vi chiediamo di votare l'icona che ha rappresentato Miss Moana 2009 che, come lo scorso anno, abbiamo iscritto virtualmente alla seconda edizione del Premio Terna on-line.


Istruzioni per votare: puoi votare nel periodo intercorrente fra le ore 8 del 10 ottobre 2009 e le ore 18 del 20 ottobre 2009, esprimendo una sola preferenza. Per votare devi solo cliccare sul bottone VOTA sotto l'immagime e poi inserire un indirizzo e-mail. Il voto sarà anonimo. Grazie!

                  VOTA DA QUI










- 25/09/09 - Post e video augurali (e ufficiali) del PdA allo scrittore Fulvio Abbate, ns. premiato ad-honorem per subito killeraggio mediatico.

  In occasione dell'assunzione di Fulvio Abbate al nuovo giornale "Il fatto quotidiano" di Marco Travaglio, il CD del PdA - che per primo difese e premiò Abbate con il Premio "Le Ceneri" 2008 in relazione ai suoi vari oscuramenti mediatici mediatici a destra e sinistra (guarda il video e la scheda del premio) - gli ricorda con post e video di risposta quali dovrebbero essere oggi i parametri per proseguire una resistenza mediatica anche sotto la luce dei nuovi riflettori, argomento spettacolar.politico sul quale il PdA continua a fare volentieri scuola.
Della serie: prima deve essere libero un popolo perché poi sia libera la sua televisione.
Con i ns. migliori auguri.


- Nostro post e video (qui accanto), modelli ipotetici per una nuova scuola italiana di televisione democratica:



   Ripetere giova: “La nuova ferocia consiste nei nuovi strumenti televisivi. Lo dico sinceramente: non considero niente di più feroce della banalissima televisione. Io da telespettatore ho visto sfilare in quel video dove essi erano ora, un’infinità di personaggi: la corte dei miracoli d’Italia. E si tratta di uomini politici di primo piano. Ebbene, la televisione faceva e fa di tutti loro dei buffoni. Riassume i loro discorsi facendoli passare per idioti. Col loro sempre tacito beneplacido? Mah… Oppure, anziché esprimere le loro idee, legge i loro interminabili telegrammi, ugualmente idioti come ogni espressione ufficiale. Il video è una terribile gabbia che tiene prigioniera dell’opinione pubblica, servilmente servita per ottenere il totale servilismo, l’intera classe dirigente italiana. In realtà, nulla di sostanziale divide i comunicati della televisione da quelli dell’analoga comunicazione radiofonica fascista. L’importante è una cosa sola: che non trapeli nulla mai di men che rassicurante. Tutto ciò esclude i telespettatori da ogni partecipazione politica, come al tempo fascista. C’è chi pensa per noi. Da tutto ciò nasce un clima di terrore. Io vedo chiaramente il terrore negli occhi degli annunciatori degli intervistati ufficiali: non va pronunciata una parola di scandalo, non può essere pronunciata una parola in qualche modo vera.”.

P. P. Pasolini dixit. E noi oggi, nel bel mezzo del kali yuga, cosa possiamo aggiungere, Fulvio…
Forse bisognerebbe condannare i Tele.Autori a guardarsi per l’eternità tutte le puntate di
”Alò Presidente” di Hugo Chavez!

- nostro post sul sito di F. Abbate


- 19/09/09 - Ancora per il 15° anniversario della morte di Moana.

Mauro Biuzzi parla dell'attività politica insieme a Moana nel Partito dell'Amore nello speciale "Moana, magnifica ossessione" andato in onda su Sky Uno il 15 settembre scorso, uno speciale sobrio, rispettoso e poco tagliato (il primo da sempre senza nemmeno un taglio pubblicitario).

da Moana, magnifica ossessione – SKY Uno – regia di Hakim Zejjari e Max Croci (6.58)



- 17/09/09 - Kabul: tornate a casa!

Onore all'Arte Metafisica italiana: all'inizio del secolo scorso, così come in questo, i fratelli de Chirico, italiani miti e intelligenti, ci avevano avvertito senza essere ascoltati.

"La grandezza della democrazia greca delle origini consistette nel fatto che quel popolo, che aveva messo i propri Dei vicino e ben visibili sul Monte Olimpo, mai si spinse che
per pochi chilometri oltre i sacri confini della sua terra.
". (Andrea de Chirico detto Alberto Savinio).

Anche noi italiani Dio lo vediamo molto bene sulla croce, da secoli. Ma sembra che ancora non capiamo che il vero italiano è lui e che se torna a casa morto è colpa nostra, a Kabul come a La Paz come a Caracas come a Quito come a Gaza come a Gerusalemme come a Baghdad come a Teheran come....

Il PdA è per la difesa dei militari italiani dal Ministro della Difesa e per l'unità delle Nazioni contro il Mondialismo finanziario e interventista.






 
- 15/09/09 - Quindicesimo anniversario della morte di Moana Pozzi.

   Il Premio Moana Pozzi 2009 è stato assegnato e consegnato all'attrice Violante Placido.

- tutti i contenuti nel sito dell'Associazione Moana Pozzi
























 
- 07/09/09 - "Diffidate delle imitazioni!" : numero uno della nostra nuova rubrica.

Apriamo con questo titolo e con il logo qui a sinistra, gentilmente fornitoci appunto da alcuni ns. cattivi imitatori, una nuova rubrica di segnalazione ai ns. visitatori di iniziative che si spacciano come nostre (o ispirate a noi) e che nostre non sono.
Questo anche per prevenirci da eventuali fregature che potranno essere affibbiate a qualcuno che poi potrebbe prendersela con i nostri siti.
Sono questi purtroppo gli effetti collaterali che l'attuale e momentanea iper.esposizione mediatica di Moana può produrre a danno di molti ingenui e a causa di pochi idioti.
Accettiamo segnalazioni. Grazie



- Questi tre siti (uno, due e tre) ancora mantengono delle pagine nelle quali affermano che il Partito dell'Amore cercherebbe adesioni per non si capisce bene quali attività. Pubblicano il logo del PdA (qui a sinistra in alto) con evidente contraffazione (che sottolinea però che gli autori non hanno faccia ovvero che sono delle belle facce toste) ed è già stato da noi diffidato a proseguire questi annunci abusando dell'altrui credulità (vedi nostra diffida).



 
- Questo gruppo su Facebook (Nome: quelli che...rivogliono il Partito dell'Amore di Cicciolina e Moana) fa un sospetto proselitismo per sollecitare la ripresentazione di un mai esistito "Partito dell'Amore di Cicciolina e Moana" con argomenti molto banali e logori (che chiamare "libertari" sarebbe un'offesa per questi ultimi), che non coincidono in nessun modo con lo spirito e l'elaborazione politica del PdA (al quale pretendono di ispirarsi) né di ieri né tantomeno di oggi. Per chi volesse aderirvi, precisiamo che non riconosciamo questo gruppo come l'espressione di una qualsiasi nostra rappresentanza politica. Il loro "manifesto politico" (qui a sinistra), in cui sopra un'immagine presa da un pornofilm filo-americano, scrivono "Era...il Partito dell'Amore", non sarebbe stato certo gradito da Moana (che dichiarò: "E che sia ben chiaro, non siamo il Partito del Sesso." in Michela Tamburrino, Moana Pozzi: le luci rosse perderanno una star?, in "Il Tempo", 27 marzo 1992) e fa capire che i probabili ispiratori di questo gruppo sono i soliti noti della ex.porno.agenzia di Moana. Infine la promotrice dell'iniziativa, tale L. V. (Admin e fondatore della pagina), pubblica una sua immagine di tergo, quindi anonima, cosa che è l'esatto contrario dello spirito del PdA, che non ha mai agito "a volto coperto" ma semmai a "brutto muso" (o "bello muso", come nel caso del nostro vero simbolo con Moana).









 
- 04/09/09 - Un coniglio d'onore!

Chi l'avrebbe mai detto che proprio dalle pagine di Playboy (addirittura prima che da quelle di Famiglia Cristiana) si sarebbe aperto un qualche spiraglio sulla pesante obiezione di coscienza che, grazie all'esperienza politica con il PdA di Mauro Biuzzi, Moana maturò nei confronti dell'uso fatto della sua Immagine nei media, porno e non? Che tempi...


- leggi l'intervista di M. Biuzzi a Playboy ((pdf - 1,94 MB)













 
- 02/09/09 - IF YOU MAKE IT PEOPLE, MIND YOUR BACKS!!!!!

Al ritorno delle Saghe settembrine del Music.Min'cul.Pop italico, che continua la sua Guerra Stellare di colonizzazione della scena musicale giovanilista italiana mirata alla creazione di un gigantesco World.Jugendstil di maniera mercantile e senza anima popolare,

subito opponiamo come esorcismo la ns. selezione in una delle scene musicali più vitali, dialettali e resistenti che si trovano in giro: Gente di Borgata, che coniugano i pischelli romani.pasoliniani dei sessanta con quelli di Derek B. degli ottanta, poi campionano e mixano alla grande il tutto nel loro cd "Una Storia Italiana X".

- ascolta e impara nella vetrina mensile del sito del ns. Segretario Mauro Biuzzi



- 15/08/09 - Subito un'occasione per leggere due notizie, apparentemente lontane, con gli occhiali Modello XXXSLAM.

   Questa notte sono usciti alla luce mediatica i Guerrieri di Allah, ala radicale di Al-Fatah, per uno scontro a fuoco fratricida con le milizie di Hamas che hanno assediato la loro moschea a Rafa, nella striscia di Gaza, al costo della vita di oltre sedici militanti. Da quella moschea gli Afgani (cosiddetti per lo stile del loro abbigliamento) hanno proclamato la nascita di un emirato a Gaza, criticando Hamas per un'incompleta applicazione della Shari'a, la legge islamica.
Da notare che la prima delle rivendicazioni per le quali questi militanti sono morti è la mancata applicazione della norma sulla lapidazione per le donne adultere (la seconda è il taglio delle mani per i ladri, vero motivo per il quale l'Impero combatte i radicali islamici con l'ipocrita copertura diritto-umanista della liberazione della donna).
Letta con le nostre lenti XXXSLAM, questa notizia si mette a fuoco anche come una chiara metafora di quanto il Mondialismo (ovvero la tendenza occidentale ad usare la mondializzazione dei rapporti economici come veicolo di ingerenza e di egemonia politica e culturale) sia temuto in comunità cosiddette "povere" e molto legate alle proprie tradizioni (e chi non lo è, tranne gli intellettuali venduti che militano nelle Think Tank che, come il gobbo degli Imperatori romani, sussurrano nelle orecchie delle oligarchie occidentali?), tradizioni che vedono minacciate d'estinzione sotto la pressione dei modelli di vita che l'economia politica liberal.capitalista ha già
comportato e continua a comportare in molte parti del mondo.

   Basta dare un'occhiata
un po' più a Oriente, sempre con le nostre lenti, al nuovo mega-agglomerato urbano di Chongquing nella Cina centrale dove sono in costruzione oltre ventimila edifici intensivi per ospitare i contadini che emigrano dalle zone rurali molto povere in quella zona, per capire che questo enorme sviluppo, come nell'urbanizzazione italiana del dopoguerra, oltre al genocidio della civiltà contadina comporterà il suo degrado in tutti quei fenomeni propri alle periferie occidentali. A Chongquing è già possibile vedere delle case del tè frequentate solo da anziani e ospitate in baracche costruite sotto i piloni delle superstrade.

   Come si può vedere nel video qui sotto, davanti al Mondialismo, Confucio non ha retto, anche grazie al terreno preparato dal materialismo scientifico. Perché stupirsi se qualcuno prova a resistere con Allah? Forse il fine giustifica i mezzi solo in un'ottica, quella dell'Impero Mondialista machiavellico e borghese?

   Le nostre lenti XXXSLAM servono appunto a correggere questo pio e comodo strabismo del Pensiero Unico borghese, libertario, transnazionale e diritto-umanista che oggi, a differenza dei sedici "Afgani" di Rafa e degli anziani cinesi sotto il cavalcavia di Chongquing, sta comodamente sdraiato ad abbronzarsi sotto l'ombrellone e lo scudo spaziale nostrani. Buon Ferragosto!







- 13/08/09 - Ancora dalla Prima Linea PornIslam del PdA, sez. articoli da spiaggia.

Brand: PdA;
Play: occhiali correttivi
Modello XXXSLAM per lo strabismo diritto.umanista, applicabili durante le letture estive e non;
Target: vacanzieri liberal.libertari, nudisti.pacifisti, anti.proibizionisti, trans.nazionalisti, europeisti, attivisti ONG,
attivisti Glbt, borghesi.boehmienne, neo.libertini filo.pornocrati, ateo.razionalisti, liberal.moderati anti.islamici di centro.destra, governativi, agenti CIA, anime belle in genere.
Prezzo: caro.




- 10/08/09 - Aridatece i chiari di Luna!

  Saturati dalle Celebration mediatiche del quarantennale dell'allunaggio e dal rilancio delle future prospettive Marziane della Macchina del grande Space Entertainment, tecno.pornografia a poco prezzo che ci distrae dall'aumento dei tassi sui mutui e delle accise sul carburante (i falsi chiari di luna);

noi stanziali del PdA proponiamo la creazione di un Segretariato per la Liberazione della Luna da quanti, ricchi e disgraziati emuli del Capitano Nemo, continuano a costruire case di cartone dorato ovunque (nel Territorio) meno che dove si dovrebbe (sulla Terra più solida).
Yankee, go home
(se ne avete una...).










- 08/08/09 - Secondo tentativo di pubblicazione in Dailymotion di "PornIslam, Diva Futura Odalisca", rimosso oggi da YouTube.
Riusciranno i nostri eroi...


Guarda qui sotto le puntate precedenti.   

Il nostro commento del 6 scorso:

   Una vera "riflessione" delle pietose immagini di Neda Agha-Soltani con quelle altrettanto povere di giovani arabe indotte alla pornografia, scelte nei siti porno all'ultimo grido di questa estate 2009.

Contemporaneità che unisce tutte queste Immagini in un unica Icona ed in un unico grido, che viene dall'altra faccia di una moneta che vorrebbe avere su entrambi i lati quella di un solo Imperatore del Mondo: il Profitto senza Compassione.



- 08/08/09 - Ripubblichiamo il nostro video "PornIslam", censurato oggi da YouTube!

   A seguito dell'oscuramento da parte di YouTube, senza motivazioni chiare e senza discussione, del nostro video "PornIslam" pubblicato due gioni fa nel canale del PdA (dopo oltre 500 visualizzazioni in 24 ore e quattro stelle di valutazione...), ripubblichiamo qui accanto la versione originale, in attesa di trovare un altro network che ce lo pubblichi più liberamente in rete.



- 06/08/09 - PornIslam ovvero Diva Futura Odalisca.

   Una vera "riflessione" delle pietose immagini di Neda Agha-Soltani con quelle altrettanto povere di giovani arabe indotte alla pornografia, scelte nei siti porno all'ultimo grido di questa estate 2009.

Contemporaneità che unisce tutte queste Immagini in un unica Icona ed in un unico grido, che viene dall'altra faccia di una moneta che vorrebbe avere su entrambi i lati quella di un solo Imperatore del Mondo: il Profitto senza Compassione.





- 19/07/09 - ESCLUSIVO!
L'articolo sul Partito dell'Amore che ispirò la discesa in campo di Berlusconi.

- Vai al sito dell'Associazione Moana Pozzi





















- 8/07/09 - l'Aquila vs il G1.

   Si aprono, sotto il segno minaccioso delle rovine dell'Aquila, i lavori del G8 in Italia.
Obiettivo: la Governance transnazionale.
Ovvero, l'estensione del progetto della mondializzazione al controllo dell'80% dell'economia mondiale, attraverso lo strumento del G14.
Dal fatale 2001 fino all'Aquila: un altro passo verso il G1 (Pensiero Uno), il modello di Impero più antisismico e statico della storia dell'umanità.







- 22/06/09 - Referendum abrogativi sistema elettorale: gli Ex-Voto siamo sempre noi!

Le prime ed ultime parole famose:

    "...Tuttavia, una volta stabilito il gran salto dal proporzionale al maggioritario, non si dovrebbe indulgere alla tentazione di storpiare anche il maggioritario a servizio del vecchio sistema. Gli elettori del prossimo referendum, e gli stessi pazienti lettori di questo articolo, non credo vadano pazzi per le cabale dei sistemi elettorali. Essi sanno soltanto che il proporzionale è il sistema dei vecchi partiti, e ritengono che il maggioritario possa essere il sistema per trasformarli.

  Se si vuole il maggioritario per trasformare i partiti, occorre allora un maggioritario che imponga la trasformazione di tutti i partiti a cominciare dai piú grandi, e non un maggioritario che imponga ad alcuni partiti di scomparire per consentire ad altri di avvantaggiarsi; diversamente, il passaggio al maggioritario anziché aprire la strada alla novità, diventerà il baluardo della conservazione."


                          (V. Zanone, Un maggioritario cosí "corretto" serve ai partiti per non cambiare, in Il Sole 24ore, 7 febbraio 1993)


   Agli italiani, che sembra siano arrivati sedici anni dopo alle stesse conclusioni di Zanone, dopo questo nuovo record di Astensione non restano che due possibilità: la Santità o la Rivoluzione. Oppure tutte e due, se finalmente si convertono al Partito dell'Amore.







- 21/06/09 - Referendum abrogativi sistema elettorale: gli Ex-Voto siamo sempre noi! (Per una piccola storia del sistema maggioritario, dalla scimmia ai nostri giorni).

    "Il voto è diventato sostanzialmente aleatorio: quando la democrazia raggiunge uno stadio formalmente avanzato, essa si distribuisce intorno a delle percentuali di voto uguali (50/50). Il voto rassomiglia al moto browniano delle particelle o al calcolo delle probabilità, è come se tutti votassero a caso, è come se votassero delle scimmie."

                          (J. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, 1976)

   Scusateci! Perché il PdA è il responsabile dell'introduzione, nel sistema legislativo che nel 1993 regolava le elezioni dei Deputati alla Camera, dello sbarramento al 4% (modifica tecnica al sistema uninominale, già vigente nelle politiche del 1992, della cui redazione fu incaricato il compagno Marco Pannella, che non chiese certo il parere dell'elettorato plebeo, sostenitore, com'era, del passaggio dalla Partitocrazia al sistema referendario all'anglosassone, nel quale si è poi suicidato il Partito Radicale subito dopo aver eliminato il PdA), sbarramento che comparve per la prima volta in Italia per arginare l'assalto a Montecitorio delle piccole liste dette "di protesta", di cui il PdA era unanimemente e a ragione considerato il pericoloso portabandiera (vedi Ma quanto costano i clown della politica, articolo di prima pagina di Ruggero Guarini su "Il Messaggero" del 9 aprile 1992).

    Così passò in Italia - coperta dallo spettacolo della tele.esecuzione sommaria della Partitocrazia detta "Processo Mani Pulite" (in cambio della quale il suo maggior Attore ha ricevuto una collocazione stabile e contraddittoria nel quadro politico del bipolarismo imperfetto, con il suo bell'8% alle Europee) e in nome di una "governabilità" che era stata distrutta essenzialmente dai Governanti corrotti e consociativi -
l'abolizione del sistema elettorale proporzionale senza sbarramenti (comparso in Belgio nel 1900 e poi applicato nel '900 come sistema il cui primo scopo era la migliore rappresentanza dell'Elettorato Sovrano in Parlamento secondo la formula tanti voti, tanti seggi, a tutela di un'Italia che non poteva essere fatta che dall'unione delle tante diversità piuttosto che dalla loro omologazione coatta "come durante la dittatura fascista", come riteneva anche Pier Paolo Pasolini già nel 1973) a favore di un maggioritario bloccato, il cui scopo ultimo era quello di rafforzare tutti i poteri forti della Prima Repubblica, rendendoli intoccabili.

   Questa del 1993 fu la vera dimostrazione che la politica nelle democrazie borghesi successive al sistema monarchico assoluto è una simulazione che solo la rivoluzione sociale (di destra o di sinistra) ha potuto interrompere per brevi periodi: infatti la risposta di una classe politica, quella italiana, ad un oscuro periodo di intreccio tra stragismo e corruzione pubblica non fu quella dell'agevolare un rinnovamento dal basso dello spirito repubblicano bensì fu l'introduzione borbonica di un sistema elettorale più autoritario, come il maggioritario, sistema che ha consentito un regolamento di conti all'interno dei poteri forti (tipo l'oscura fine di Raul Gardini), preferendo il coinvolgimento della Magistratura a quello delle parti meno forti e quindi meno corrotte dell'Elettorato: nei fatti, un'altra generazione di italiani esclusa dal processo di rinnovamento in atto dal 1993 (e poi dicono che i giovani non seguono la politica...).

   Magari "concedendo" poi al Popolo Sovrano confusi referendum solo abrogativi su materie legislative incomprensibili ai più e a tutto vantaggio dell'oligarchia (come nel caso dell'inutile referendum del 21 prossimo, che "migliora" la legge "porcellum" in direzione maggioritaria).

   Oligarchia che infatti oggi chiede di elevare il numero delle firme necessarie per indire un referendum (così anche si cominciò nel 1993, quando alle Amministrative il PdA si trovò raddoppiato rispetto al 1992 il numero delle firme autenticate necessarie per presentare la propria lista alle elezioni del Sindaco, con relativo raddoppio dei costi dei notai e della raccolta in generale), in maniera da spazzare via anche questo strumento di partecipazione popolare. Poi si toglierà il Senato, che tanto sono tutti vecchi, e si dimezzeranno i Deputati alla Camera, se proprio la vogliamo mantenere anche se non serve a un cazzo. Non è forse d'accordo il Popolo Sovrano a togliere le auto blu, ad abbassare i costi della politica? E allora?

    In questo quadro le Sinistre della "Bolognina" abiurarono, dopo il concetto di rivoluzione sociale, anche il principio della rappresentanza popolare (che le aveva tenute per quarant'anni all'opposizione consociativa, tipo "compromesso storico" di Enrico Berlinguer), in cambio di quello dell'alternanza di governo (o piuttosto del "ribaltone", dato che alla prova del consenso e del "leaderismo" implicito al maggioritario, la sinistra con le urne ha ottenuto e realizzato poco o nulla in diciassette anni). Quanto all'elettorato, l'auspicata "proletarizzazione del ceto medio" si è realizzata piuttosto come "imborghesimento del proletariato" a causa dell'appoggio della sinistra alle politiche neo-liberali, agendo sul consenso delle sinistre come la scristianizzazione delle famiglie italiane, avvenuta per lo stesso motivo, agì sul Grande Centro della DC e motivando l'attuale fuga dei voti delle sinistre verso la Lega Nord (primo caso al mondo di bipolarismo strabico e transessuale). Non c'è da augurarselo ma solo la crisi occupazionale, nel caso saldasse operai, impiegati del privato e immigrati in una una massiccia sottoproletarizzazione dei lavoratori a termine, potrebbe cambiare le cose (con quali forme organizzative e in che tempi saranno l'Oriente e l'Occidente a dirlo, non certo l'area euroasiatica o mediterranea).

    Meglio non poteva andare invece per i fascisti.in.doppio.petto, da lunga data più a loro agio nel darwinismo neo-liberal, com'è nel loro DNA repubblicano nonostante le acque termali di Fiuggi, i quali hanno incassato volentieri il regalo del ritorno ad un sistema elettorale più anti-democratico e seicentesco qual'è il maggioritario (buono infatti dove ancora convivono democrazia e monarchia, si veda ad esempio la "sorte maggioritaria" dei laburisti inglesi), riscatto delle "maggioranze silenziose" che grazie al premio di maggioranza attualmente tengono fuori dal Parlamento la rappresentanza di tre milioni di Italiani (trai quali gli odiati vetero-comunisti insieme agli imbarazzanti camerati evoliani, anti-atlantisti e antisionisti della Fiamma e dintorni).
E infatti il Pdl al referendum del 21 giugno invita a votare NO , ovvero a lasciare la legge elettorale nelle attuali pietose condizioni restrittive, simili forse solo a quelle che nel 1921-22 erano motivate dalla necessità di un baluardo agli effetti in Italia della rivoluzione bolscevica del 1919 in Russia (quel pericolo "comunista" tanto evocato dal 1994 in Italia, con la trascurabile differenza che alle spalle oggi c'è la caduta del muro di Berlino del 1989 e la mondializzazione del modello produttivo capitalista...) e vera ragione dell'affermazione iniziale del Partito Fascista.

   Nel complesso le grandi manovre e gli obiettivi minimi della classe politica italiana (evidenti nella volontà di perfezionare il maggioritario per perfezionare il bipolarismo confusionale in Italia, come ammesso candidamente dai sostenitori del SI al referendum del 21 giugno), osservate dalla nostra posizione Ex.Centrica ed Ex-Voto, somigliano molto a quelle degli Ateniesi vetero-democratici (imperiali, spietati ed edipici), che arrivarono ad offrire una ricompensa in danaro al voto (la Pornocrazia perfetta!), non avendo più soluzioni repressive che gli consentissero di ottenere l'ormai sfuggente Quorum (che è, per l'appunto, un concetto opposto a quello del nostro Cuore o "Cuorum", introdotto in Italia dal Partito dell'Amore in radicale alter.nativa a quello di "Share" elettorale).

   Anche il voto in Italia si avvia a diventare, con l'arrivo del poker e delle cam erotiche on-line, una pura simulazione tra le altre, un puro gioco virtuale di danaro, senza altra plus.valenza progettuale che non sia quella dell'ottimizzazione del rapporto salario/consumo e della crescita del PIL.

    Sicuramente anche a causa delle conseguenze della brutta fine della democrazia greco-coloniale, Cristo dovette finire in croce (per il suo socialismo antitribale e antimercantile dell'Agape, per il modello del Regno Millenario di Maria Maddalena contro quello della Grande Prostituta romana) e il PdA, più modestamente, ha dovuto portare per primo la croce del sistema elettorale neo-maggioritario italiano (insieme a tutte le formazioni topiche o utopiche che oggi, diciassette anni dopo il nostro indimenticabile sacrificio alter.politico, stanno facendo quella stessa fine, anche se a noi sembra meno dignitosa, eroica ed erotica della nostra perché noi eravamo e siamo tutt'altro dalla fine della politica, tutt'altro dalla fine, tutt'altro dalla scimmia di Zarathustra).

M. B.
(modificato:  19 giugno 2009, 23.15.00)
- vedi anche la nostra opinione sulle recenti elezioni Europee.





- 8/06/09 - Elezioni Europee 2009: gli Ex-Voto siamo sempre noi!
ore 12'07''

                








- 6-7/06/09 - Elezioni Europee 2009: gli Ex-Voto siamo sempre noi!

Dal momento che in questa tornata elettorale 2009 di nuovo si equivalgono il SI e il NO (a detta di Francesconi, a proposito dell'intoccabilità del famigerato Premio di Maggioranza, che sta alla politica di professione come il Premio Strega sta alla letteratura accademica), il centro.destra e il centro.sinistra, le minoranze e le maggioranze, il voto utile e il voto inutile;

noi del PdA
preferiamo restare l'altro politico da questo Teatrino degli Opposti, capace solo di riciclare ogni differenza politica nel supermercato europeo delle equivalenze eco.economico.politiche (dai Comunisti italiani di Diliberto a Forza Nuova di Fiore), tutte nel quadro quanto mai ampio di un fronte riformista di stampo neo.borghese, atlantista e mondialista, incapace di esprimere alcuna alternativa a quella dell'esportazione della democrazia occidentale con il mezzo destabilizzante e devastante della globalizzazione dell'industria nelle geo.aree con il costo del lavoro maggiormente ribassato (in tutti i casi, sterminio delle sovranità nazionali con la pornografia come mezzo di propaganda dell'emancipazione nel lavoro industriale e nel consumismo, lavoro industriale come concentrazione e sfruttamento a termine, turismo sessuale come riciclaggio post-industriale degli ex-operai alienati e disoccupati: il modello di "sviluppo senza progresso" del dopoguerra italiano portato in tutto il Pianeta);

scegliendo quindi
il dovere a non sentirci rappresentati che dal nostro simbolo dell'Ex-Voto e il diritto a rappresentare un'impossibilità e un'assenza civile e politica in Europa (l'assenza del Sacro, della Causa, dell'Onore, dell'Idea, del Sacrificio, del Corpo simbolico: l'assenza della nostra Moana liberata dallo sfruttamento...).

Il dovere di essere un Estremo Centro culturale, isolato e vivo, e il diritto ad essere una piccola Patria silenziosa, resistente e vigile, in Italia.


scarica il Manifesto dell'Ex-Voto

   
- dai un'occhiata alla puntata precedente  (El. Politiche aprile 2008) 




- 25/04/09 - La Liberazione di Moana.

Ave Moana, libera e repubblicana!

I Cavalieri della Rosa del PdA

















- 19/04/09 - I tele.funerali di Moana. 

Il Tele.Circo.Massimo, fatto ormai solo dai tele.pagliacci che si vantano di aver ucciso mediaticamente la Bella Equilibrista, insistendo nel suo grottesco tributo detto Moana's story (e non La storia di Moana, che è quella che ci impediscono di fare a noi), attira nella trappola vischiosa dei suoi lazzi e malinconiche beffe anche il Cavaliere della Rosa, il nostro Presidente Mauro Biuzzi.
Il seguente video è sconsigliato ai bambini più alti di un metro e cinquanta.

da Chiambretti night, rubrica Moana's story – Italia 1 – con Piero Chiambretti - di Ugo Ripamonti, regia di Massimo Fusi (8.22)
- Nota: questo video è stato rimosso su richiesta di Mediaset. Guardalo qui sotto, su Dailymotion.



- vedi il video su Dailymotion:




- 17/04/09 - Ecce Omo!

Dopo l' "Ecce Chiambretti" andato in onda la notte di venerdì 17 a danno esclusivo del segretario del PdA e del presidente dell'AMP Mauro Biuzzi (oltre ovviamente a danno di Moana Pozzi da lui rappresentata), in trasmissione esclusivamente per svolgere un diritto di replica concordato che non ha potuto svolgere compiutamente, il CD valuterà nei prossimi giorni le conseguenze di questa pseudo replica e pubblicherà nei siti le sue decisioni in merito.


Grazie per l'attenzione!

Comitato Direttivo del PdA e dell'AMP







- 01/04/09 - Parlate, il PdA vi ascolta!

Avvertiamo tutti quelli che cortesemente ci scrivono chiedendoci spiegazioni in merito alla ns posizione (ed a quella dell'AMP) su quanto sta andando in onda nella "Moana's story" del programma "Chiambretti night" di Italia 1, che per il momento non riceveranno alcuna risposta per motivi di riservatezza che i CD del PdA e dell'AMP hanno deciso di mantenere nel merito.

Le risposte individuali (o collettive nei siti) arriveranno a breve.

I ns Visitatori cmq contino sul fatto che continueremo a garantire la consueta soglia di viglianza e monitoraggio che, dal 1994 a oggi,
ci ha reso il soggetto indipendente più affidabile al mondo, per completezza di informazione garantita e numero di interventi di tutela dalla disinformazione pubblica, tanto nel merito degli argomenti attualmente trattati nel suddetto programma, quanto nell'ambito di altre iniziative in corso che si trovano nelle condizioni di poter diffondere informazioni pubbliche più o meno corrette su Moana Pozzi, su Mauro Biuzzi e sui veri scopi dell'attività politica di entrambi nel Partito dell'Amore.

Grazie per l'attenzione!

Comitato Direttivo del PdA e dell'AMP



- 18/03/09 - Molti Trash.nemici, molto Alter.onore !

Noi salvatori della Patria vogliamo dire, ai molti che in settimana ci hanno scritto e telefonato per manifestarci loro ipotesi di infondatezza delle nostre tesi espresse nel testo "Regina Moana" dell'8 marzo, che l'Italia non è stata fatta e quindi non si potrà distruggere con Photoshop.

Costoro sono forse influenzati dai molti Tele.Balilla sempre più avvitati nella loro rabbiosa, impotente e quasi invidiosa disinformazione su Moana, con l'arrugginita e deprimente tecnica orwelliana de "Il terremoto c'è quando lo diciamo noi", metodo al quale per fortuna quasi nessuno crede più (anche grazie ad Internet, finché dura e nonostante le tons di mondezza che continuano a buttare anche qui).

Perché gli Italiani infondo sono ancora Cavalieri e Patrioti cristiani, come noi, e per fortuna alle Icone ci credono e le sanno ancora distinguere, come noi (e O. Wilde: "Ognuno ha la faccia che si merita").

Quindi la nostra risposta migliore ai soliti increduli, ai provoc e a sostegno delle nostre tesi la diamo alla nostra maniera, a voce bassa, aggiungendo ai due articoli già pubblicati, altri tre inediti più mirati all'ennesima dimostrazione del nostro "teorema di Moana" ovvero della cruciale differenza alter.politica tra l'Icona Ilona orizzontale e l'Icona Moana verticale (anche perché, fino a prova contraria, queste due Icone le abbiamo inventate entrambe noi del PdA, che siamo ancora vivi nonostante la tele.nausea).

doc. 1 - l'articolo di Concita De Gregorio, Duello politico tra pornodive, Moana contro Cicciolina, in "La Repubblica", 26-27 gennaio 1992, p. 16. Qui si vede a quale livello di confronto erano giunte le due opposte correnti politiche in seno al PdA già a Gennaio del 1992. Si legga anche il ritaglio di Moana, dove dichiara che la politica sarà un passaggio verso l'abbandono della pornografia.

doc. 2 - l'articolo di appena un mese dopo, di Michela Tamburrino, Moana Pozzi: le luci rosse perderanno una star?, in "Il Tempo", 27 marzo 1992, p. 4. Oltre al titolo inequivocabile, si decodifichi la sua frase evidentemente criptata nel ritaglio di Moana: "E che sia ben chiaro, non siamo il Partito del Sesso. Forse la mia presenza può far riflettere che l'Amore non c'è più e che la vita è diventata violenta, orrenda.".

doc. 3 - l'articolo di Elisabetta Povoledo, La beatificazione di una pornostar, in "International Herald Tribune", 22 Settembre 2004, p. 12. Qui si dimostra come, fuori dall'orticello degli interessi nostrani su e contro Moana e il PdA, la grande testata internazionale non abbia esitazioni a scegliere la foto di Mauro Biuzzi per il manifesto della campagna elettorale indipendente di Moana con il PdA nel 1993 (e certo non su pressione del PdA...) come la più significativa a racchiudere l'intera particolare vicenda di Moana Pozzi e, in generale, del suo rapporto con l'italianità nel mondo. Nella traduzione si può leggere anche la prima opposizione pubblica fatta da Mauro Biuzzi alle false leggende sulla morte di Moana, che già allora giravano.


- 8/03/09 - Nel nome della Regina Moana (ciao, ti ricordi di me?)

"Sul palco io rischio, il mio è un mestiere da kamikaze." (Moana Pozzi)
Ad Ermenegildo Torelli e Virna Bonino detta Barbarella, nostri candidi candidati.


La cruciale differenza tra l'alter.politica (o super.Realismo) del PdA e la politica-spettacolo mondiale è che
la prima è verticale e la seconda è orizzontale.

La politica-spettacolo si muove nel mondo orizzontale della Comunicazione e dell'Economia-politica, come una merce che ha come fine la propria vendita in tutto il Mondo (il made-in-Italy come il made-in -France come il made-in-China come il made-in-Russia come il made-in-India come il made-in-Mozambico come come come).

Invece l'alter.politica del PdA (o super.politica) si muove in verticale terrestre dall'Italia alla falce di Luna Calante passando per Moana, dal basso del mercato verso l'alto del valore della Persona e della Patria, con fine la resistenza italiana a detto Pensiero orizzontale e conseguenza il cambiamento sociale portato dalla fine dell'ideologia di mercato in Italia, ovvero dall'avvento della Prima Repubblica Italiana Reale.

- In particolare, qui spieghiamo come queste due posizioni si siano espresse, scisse e contrapposte nel prototipo della vicenda politica del PdA: quella libertario.trasgressiva orizzontale (l'eredità di Ilona Staller e dei porno.imprenditori) e quella patriottico.seduttiva verticale (la novità di Moana Pozzi e del PdA di Mauro Biuzzi).

- A corollario, chiariremo i motivi del perenne tentativo di omologazione dell'identità politica di Moana subordinandola a quella della Staller da parte del Pensiero Unico Mediatico, tentativo ovviamente accentuatosi da quando Moana è uscita di scena e mirato a normalizzare Moana e l'alter.politica verticale del PdA nel più gestibile scandalismo liberal.libertario, più consono al consumo del prodotto "pornostar" (dal quale già nel 1989 Moana volle affermare timidamente la propria alterità coniando per sé il neologismo "erostar", chiarissima nuova identità professionale da lei indicata per il suo sottopancia di un passaggio televisivo su Rai Due e anche titolo di una sua canzone).

- In ultima analisi, qui dimostreremo il nostro teorema della silenziosità, simmetria, staticità, statuarietà e statualità di Moana, ovvero il tema dell'irriducibilità di Moana all'Attrice (colei che agisce piuttosto che essere agita), irriducibilità e alterità di Moana dal tele.modello.W.Vanna.Marchi: moderno, logocentrico, logorroico e narrativo (il modello pinko.punko.psychico dell'attuale Attrice.Satiro di teatro, cinema, tv, rock, famiglia, mamma, pubblicità, casa, chiesa, porno, politica, scienza, PR, Tg, spot, clip, cover, 8 marzo, ..., spettacolare risposta mediatica al misogino ed edipico genio leonardesco).

In che consisterebbe l'alterità e verticalità della neo-borghese Moana rispetto alle sue trans.colleghe liberal.libertarie o casalinghe urbanizzate?
Nell'aver messo a collante dei suoi frammenti di identità non tanto la fragile funzionalità al progetto di emancipazione economico.politica di tipo liberal.capitalista quanto, più coraggiosamente, quello della diretta prostituzione del corpo, esponendosi in un livello di simulazione più rischioso, più politico e più simbolico (proprio come per il corpo del nuovo attivista islamico, anche lui neo-borghese e neo-teo, ma, nel suo caso, con l'esplosivo nastrato sul petto e le vergini del Janna nel cuore).

In questo senso la "pornostar Moana Pozzi" è la prima ed unica ICONA del nuovo Soggetto omologativo della Persona al Cliente che il mercato dell'Immagine ha comportato, tanto più se riferito al materiale pornografico: il passagggio dal consumo fisico (la prostituzione) a quello virtuale.vojeuristico (la pornografia), più alienante e più produttivo del primo.

Ed è proprio a questo livello del consumo di Immagini che Moana con il PdA verticalizza, come nessuno prima di lei, la sua sfida simbolica alla propria ri-produzione in feticcio visivo nella Factory delle Immagini, come già l'operaio provò a ribaltare l'economia della propria funzione alienante nei rapporti di produzione della fabbrica delle Merci.

Questa la vera sostanza logico.formale e alter.politica per la nota opposizione di Moana ai temi storici del femminismo e del lesbismo (ma anche a quelli della casalinga di Voghera organizzata), con la sua conseguente e progressiva deterritorializzazione mediatica verso, ma anche contro, i bordi della pornografia e della politica.

Proprio in virtù del fatto che Moana compie una totale aratura somatica del terreno che va dai mobili Rossetti a Buona Domenica alla crema erettiva Taurus, alla fine di questo lungo tele.lavoro, con la sua e la nostra scelta alter.politica del 1992, entriamo
da pionieri in quel "campo" nel quale, solo dopo Moana e il PdA, è scesa trionfalmente e mondialisticamente tutta la sfera del Politico in Italia dal 1994 a oggi (tanto che gli opposti schieramenti del 1994 ci copieranno spesso e in documentate occasioni la definizione di Partito dell'Amore contro quello dell'Odio, con un lapsus solo apparente che conferma il nostro "teorema di Moana").

Secondo il nostro teorema infatti Moana, e solo Moana, essendo all'origine dell'Italia in cui viviamo, ne comprende anche la fine.

Chiariamo in tale modo anche la banalità dell'interpretazione divistica, auto-referenziale, minimalista e paranoica-critica di Moana (la piccola Marilyn che si auto-sodomizza nella piccola Hollywood romana), una delle tante trappole ottiche in cui Moana, a sue ed altrui spese, iberna e protegge il suo cuore più caldo mentre elabora il tema dell'impossibilità della sua rappresentazione e ri-produzione con i linguaggi mimetici della Commedia Borghese e dello scambio identificativo attore/spettatore (che danno luogo a quel variegato Cubismo di via Margutta di cui purtroppo è pieno il suo regesto cine.televisivo, soprattutto nelle inguardabili copie necrofile dopo il 15 settembre 1994, i cui prodotti perdono anche la salvifica presenza di lei che, col soccorso del tasto mute, ne permetteva una qualche disincantata visione).

Teorema quindi della completa appartenenza di Moana alla rappresentazione sciamanica e rituale del Sacrificio, all'unità di spazio e di tempo della Cerimonia Reale, alla sua ricerca dell'Esposizione nell'Incoronazione Pubblica: teorema, quindi, della perfetta inscrizione del destino politico italiano nei trentatré anni di Moana.
E viceversa, dato che solo nello scontro mortale vero, nella vera politica, c'è reversibilità: quindi completa appartenenza di Moana al destino politico italiano come scritto nella Salò.Sodoma.Sade di P.P. Pasolini (che è l'unico regista di cui Moana possiede più di tre VHS, per l'esattezza otto).


Teorema, insomma, della maggior vicinanza di Moana all'idea di Patria contenuta nel Cuore di De Amicis (e in quello di Beppe Salvia, piccolo luccichìo sulla terra, frassino altissimo e cielo celeste molto vicino al nostro) che a quella di Rivoluzione dei Porci con le ali di sessantottina memoria.

- Preveniamo un possibile equivoco: termini come Regina Moana , Estremo centro, Italia Reale, Popolo, Patria e Nazione non fanno del PdA un'associazione nostalgica o neo-monarchica.
E' pero certo che oggi si fa molta confusione parlando di "Italie dei Valori" ed è anche certo che non basta una sola parte del diritto (umano, divino, romano, commerciale, del lavoro, ecc.) a fare una Repubblica.

Questi "diritti" se separati e in opposizione possono invece polverizzare una Repubblica nei conflitti d'interesse tra le lobbies o le Istituzioni che sono costrette a entrare in quella logica (Quirinale, Magistratura, Sanità, Forze Armate, Trasporti, Scuola pubblica e Università, Beni culturali, Chiesa cattolica, ecc.), tutte alla fine impegnate ad occupare o a premere sul Palazzo Parlamentare con la logica più opportuna, ultima quella dell'alternanza bipolare, sempre e comunque a scapito della Reale rappresentanza nazionale, che di fatto scompare.

- Nelle ultime elezioni politiche prima di Tangentopoli, questo fu il primo punto alter.politico del PdA chiaramente espresso dall'allora fondatore Mauro Biuzzi alla presentazione del PdA nel 1992: portare anche un solo candidato forte (da oltre 10.000 voti nominali, quanti ne prese la sola Moana ponendosi al ventesimo posto assoluto trai candidati dei partiti storici) in Parlamento fuori da ogni
logica lobbistica o di finanziamento pubblico/privato (per questo buon motivo
Ilona Staller fu da subito fuori target per il PdA e un PdA di Cicciolina esiste solo nella dannosa realtà virtuale e nella malafede di quella cattiva informazione che ancora campa su quei conflitti di interesse), con il
risultato ancora oggi straordinario e insuperato, per un nuovo partito nato con questa verificabile premessa, di raggiungere la metà del quorum nazionale per un eletto alla prima prova del seggio (nonché il record, questo sì assoluto dall'avvento del suffragio universale a oggi, di aver speso per la campagna elettorale poco meno di mezzo euro a voto ottenuto: 20 milioni di lire di spese vive diviso 22.000 voti.
Per un confronto con i contenuti alter.politici di Moana trattati in questo testo, vedi i due video della cosiddetta "svolta della Balduina", la prima tribuna elettorale di Moana).

In quella stessa tornata elettorale, infatti, Moana con 12.393 voti superò Umberto Bossi della Lega Nord (6.985), Sergio Garavini di Rifondazione Comunista (9.824) e Francesco Rutelli dei Verdi (10.778).


- Il secondo punto alter.politico del PdA è legato al motivo per cui apparentemente circoscriveva la sua analisi e azione politica iniziale nell'ambito della forte lobby della pornografia italiana dell'epoca, dalla quale il PdA aveva una totale indipendenza politico-giuridico-amministrativa (in questa Italia è sempre bene ribadirlo) che infatti si trasformò presto anche in dura opposizione programmatica.

Autonomia del PdA dalla pornografia che fu ribadita per le elezioni amministrative del 1993, quando Mauro Biuzzi da vice-segretario e capolista ottenne, con l'appoggio di Moana, la fuoriuscita dal CD e dalle liste del PdA di tutti quelli che avevano interessi in quella lobby (ricandidando Moana, che però aveva quasi azzerato i suoi interessi nel settore, proprio in seguito a diverse ricadute negative degli esiti dell'esperienza politica del 1992).

Ma anche lungo e difficile percorso di disimpegno di Moana da quella lobby, leggibile in decine di capitoli dei suoi tentativi (tutti falliti) di aggancio con altri settori dello spettacolo, della cultura, della moda, della politica e dell'imprenditoria italiana, dai quali però poi subito si distacca, quasi giudicandoli pubblicamente come quelli del porno ma con un tasso di dipendenza, ipocrisia e intreccio col potere finanziario che per lei forse erano anche peggiori.

Raggiunta ormai la controversa fama, è proprio alla fine di questa incerta navigazione a braccio che si colloca, nel 1992, la sua scelta di una terza via nell'alter.politica del PdA, alter.politica perché disinteressata ovvero del tutto inspiegabile in una qualsiasi logica produttiva. Il punto debole dell'insinuazione che spiega la sua scelta politica come un tentativo "di farsi pubblicità" risiede proprio nel fatto che non si capisce di che cosa Moana ormai potesse fare pubblicità, se non a se stessa nel tentativo suicida di evasione da qualsiasi logica produttiva, dentro e fuori lo Showbiz.

- E questo è il vero tabù posto su Moana: quello di essere stata produttivamente scorretta. Questo è anche il suo senso alter.politico, che comincia proprio con la sfida alla porno.gabbia salariale in cui il porno.settore l'aveva chiusa. La casistica è lunga nonostante sia sempre stata ignorata dalla disinformazione pubblica fatta su di lei, che di fatto ha sempre tolto spazio ed ascolto a questi suoi appelli, non sostenendola nella sua esposizione ai pesanti ricatti del suo ambiente, fatti a lei ma anche a sue colleghe meno famose e più ricattabili.
Moana non era certo una vigliacca o una vittima, ma nemmeno, valutando quello che abbiamo dovuto fare noi del PdA in sua vece e per guardarle le spalle, avrebbe mai potuto permettersi una tele.zuffa o convocare una conferenza stampa sulla sua autonomia dal porno, come molti forse avrebbero preferito, magari nello stile dei Campioni del Tele.Wrestling nel cui club Moana non è mai entrata veramente, se non come un'isola isolata (senso vero di un'altra sua simulazione auto.imprenditoriale: il Moana's club).

Su questa sua natura anti.scandalosa e anti.scandalistica, sul paradosso della bellezza della sua decenza pubblica è peraltro fondato il sincero affetto popolare che ha fatto di Moana un mito irraggiungibile nell'Italia dell'esibizione liberatoria del Trash. E non certo sui battage trasgressivisti montati nei media dopo la sua morte, che eventualmente quella popolarità hanno rischiato di rovinarla.

A proposito della sua autonomia dal porno, comunque, ci limitiamo qui a citare e documentare due sole chiarissime interviste volutamente dimenticate.

- La prima, dopo la prima sconfitta con il PdA, quando alla presentazione del film autobiografico Amami dichiara decisamente: "Avevo voglia di cambiare. Anche perché non c'è più gusto a fare film porno in Italia. Sono volgari, girati al risparmio, senza una trama. Roba squallida come i poveretti che ci lavorano.". E ancora: "Finché sarà un cinema fuori legge, degradato ed esposto a logiche di sfruttamento, le cose non cambieranno." ("Basta coi porno da quattro soldi", in L'Unità, Michele Anselmi, 14 novembre 1992).

- La seconda, durante la campagna elettorale del 1993, in una raggiunta e più esplicita autonomia dal porno, in cui si legge: "Parla quasi con rabbia, tirando fuori un carattere forte, a proposito del fatto che la maggioranza è convinta che la sua candidatura sia solo pubblicitaria: « Io non ho bisogno di pubblicità. Lo capisco ma non lo accetto e mi ribello. Perché una come me non può fare anche politica? Io voglio farla e lo dimostrerò...»... Da due mesi Moana Pozzi non lavora più: non fa più spettacoli a luci rosse, non gira film hard, non accetta servizi fotografici proibiti. «...Ho rifiutato tante interviste con settimanali francesi, tedeschi e inglesi perché mi chiedevano foto nude o quasi». E per dare una prova del suo nuovo stile, ci accompagna nella stanza dei vestiti e delle scarpe: «Ho comprato una serie di abiti seri che potrebbero andar bene anche per l'Esercito della Salvezza...». ("Niente sesso sono candidata", in Il Messaggero, Aldo De Luca, 14 novembre 1993, p. 31).


- In termini propriamente alter.politici, infatti, per il PdA la pornografia industriale italiana degli anni ottanta del '900 è sempre stata la forma più rappresentativa, in Italia e nel mondo, dei nuovi rapporti di produzione iper.liberisti (dall'apertura del mercato delle fonti energetiche a quella della forza-lavoro, con i flussi migratori e il lavoro interinale) che si sono espressi dopo gli eventi mediatico.geo.politici da Chernobyl alla caduta del muro di Berlino e alla Guerra del Golfo, considerati come veri Spettacoli della Mondializzazione dei nuovi geo.equilibri fondati sul pensiero ormai unico della ri-produzione capitalista del lavoro, e quindi dello sfruttamento e dell'alienazione, a scala planetaria.

Nella Terra di nuovo piatta del Pensiero Unico, pornografia e terrorismo globali compattano e contengono i bordi viziosi di questo progetto di omologazione di ogni politica nazionale all'orizzontalità dell'Economia Politica Globale, i cui assi portanti virtuosi o semi.ideologie di propaganda sono invece l'esportazione della democrazia con l'alibi ideologico diritto.umanista (le associazioni umanitarie non governative post-F.A.O., spesso costituite dai proprietari degli impianti che inquinano, come nel caso di molte raffinerie di petrolio in diverse nazioni africane; la controversa attività dei Caschi Blu in alcuni importanti teatri di guerra; ecc.) e il movimento trans.nazionale ecologista, che si incrociano nel vero centro progettuale di questa nuova Tavola Territoriale o Area Metropolitana Totale: il destino di super.potenziare e industrializzare in modo "ecol.economicamente corretto" la totalità del pianeta e lo sterminio (e auto.sterminio con il genocidio
controllato tipo Ruanda, in generale dalle guerre civili all'epidemia dell'HIV) di tutte le culture politiche nazionali (che poi è la stessa politica culturale in atto ovunque, dal 1945 a oggi, dell'industrializzazione iper.meccanizzata di tutte le culture ex-contadine, cadute sotto i colpi dell'utopia della mondializzazione della riserva indiana e della prassi del racket dei Picwick Village, dell'urbanizzazione a carpet, dei non-luoghi, della Scena urbana e del borghetto ovunque).

D'altronde l'impossibilità di un legame de.ontologico (se non teleologico) tra i bordi e il centro di questa Tavola o Scacchiere Copernicano è dimostrata dal fatto che, nella sua City centrale, si possono pubblicare decine di libri sul fantasma di Bin Laden senza perciò pagargli i diritti d'autore (questo vale, anzi plus.vale, anche per Modigliani o per Moana, dead or alive).
Ma, in generale, plus.vale anche per il fantasma del Big Bang come per la Ricerca.della.vita.nell'universo, tutti costosi set delle Macchine Desideranti della Propaganda barocca finanziata dal Desiderio o dall'Inconscio Individuale e Collettivo, dalla cui cifra culturale bidimensionale, mercantile e vetero.testamentaria noi del PdA, in sostanziale convergenza con la filosofia di Moana, ci siamo distinti con la collocazione alter.politica e verticale nel simbolico cristiano dell'Angelo Nuovo e Necessario, del Pane Quotidiano, del Sacrificio e dell'Amore.

- Il PdA ha dunque lanciato la propria sfida simbolica a questa Società dello Spettacolo Globale proprio sul terreno della sua ultima ed efficace trovata mass-mediatica: la nascente pornografia di massa degli anni '80, ri-produzione dello scandalismo trasgressivo borghese che dominò le scene culturali metropolitane degli anni '60 del novecento (di cui il '68, vista la fine molto olimpionica ma poco olimpica della Cina di Mao, è un significativo campione), il cui obiettivo raggiunto è stato quello di allargare mercati pubblicitari e di marketing che nei trascorsi vent'anni si erano andati ad esaurire in quella coda di guerra fredda che furono i vari terrorismi stragisti ed estremisti destra/sinistra, sul superamento ideologico e propagandistico dei quali si è infatti costruita nel 1992 l'unione commerciale (e quale altra sennò?) dell'Europa di Maastricht e il prototipo del bipolarismo liberal.libertario europeista, maggior prodotto del Pensiero Bidimensionale orizzontale.

Nel 1987, con il simbolo dell'Icona Staller e l'idea alter.politica di Estremo Centro (che saranno Partito dell'Amore solo nel 1991), abbiamo subito introdotto nell'immagine del volto di Ilona Staller, maggiore porno.logo dell'epoca, un elemento di significato verticale (l'idea di Icona e il simbolo della croce):
la trascendenza, ovvero il divino e la sua morte umana sulla croce.

La beatificazione mass.mediatica di Moana in chiave di santità, solo dopo la sua morte nel 1994, è la prova tangibile di quanta strada abbia fatto nella Società dello Spettacolo Italiano questa nostra idea in quei sette anni, chiave improponibile fino a pochi anni prima e non riproposta in seguito per altre pornostar vissute, e purtroppo anche morte mediaticamente o proprio fisicamente nella totale indifferenza pubblica, in anni successivi al '94.

Ma va anche detto che i media capovolsero la morte di Moana in senso idolatra, riducendola al solo dato superficiale e iconografico, e rimuovendo così quello verticale e iconologico del senso alter.politico dell'esilio mediatico in cui quella morte riservata, pudica e anti.trasgressiva si svolse.

In effetti, anche per i tele.autori più esperti, questa morte a.mediatica e alter.politica di Moana, in tempi di compiuta commercializzazione di tutta l'emittenza televisiva italiana, è stata da subito un fastidioso congegno molto difficile da disinnescare ai fini mediatici, per non parlare di quelli informativi che non esistono più, senza rischiare di saltarci sopra e certamente percepito in contrasto con la facile e consueta Immagine scandalistica di cui la Porno.Diva.Futura aveva rappresentato, con la Staller, il logo pubblicitario più organico al già citato progetto economico.politico liberal.libertario.

Lo dimostrano le molte deformi e patetiche creature, veri draghi generati dal sonno della ragione giornalistica, lasciate a pezzi sparse sui campi virtuali dalla morte di Moana ad oggi, molte anche grazie al decisivo intervento dei Cavalieri della Rosa dell'AMP, da Moana costituiti in estremis proprio per fare la differenza e difendere nel tempo le ragioni della Ragione (a futura memoria, www.moanamoana.it).

- Volendo provare ancora a dire qualcosa di quella nostra idea originaria di riportare il Sacro proprio dove era venuto a mancare, diremo che abbiamo redento.restituito alla pornodiva l'unicità e la non riproducibilità della parte che in lei mancava del divino, cioè quella vera alterità sessuale che davvero minaccia il nichilismo del Pensiero Unico dato che non la può governare e che non la sa narrare (se non nelle consuete fiction.caricature cultural.Trash dell'horror, del poliziesco, della commedia comica, della TG.new, del reality.show, etc.): infatti la morte della pornodiva mostra proprio il limite del Pensiero Unico, che non riesce a spiegarsela come non si spiega le morti cosmopolite delle vittime incolpevoli
dell'abbattimento dei pseudo-totem delle Torri Gemelle (vittime, in effetti, del falso totemismo della rendita immobiliare a New York, simmetricamente opposto al vero totemismo salvifico di Moana eretta davanti all'altare della Patria, ragazza-immagine che chiede di essere messa nelle condizioni di mettere Ordine Nuovo nel Reale, nella Res Publica, e non in virtù dei potenti mezzi e trasgressivi dello Showbiz ai quali deve l'Immagine ma facendo un uso economicamente scorretto della "sua" Immagine in un migliaio di manifesti autofinanziati, "bruciando" cioè la sua preziosa Immagine e trentamila voti "utili", addirittura per dire candidamente: Per governare Roma ci vuole più Amore).

Come biasimare il politicamente corretto radical.sbarramento al quattro x cento che il PdA, in testa a molti altri "partitini", provocò nel 1992 per la prima volta in Italia? Di che si lamentano quelli che oggi vedono spostare quel limpido principio dalla rappresentanza politica anche a quella sindacale? Mai pensato a Moana sotto questa luce prima che sotto i bollenti spot della Pornocrazia Bipolare ci finisse anche quel che resta della classe operaia, vero? E d'altronde non ci finiscono ormai tutti i giorni anche le figlie più belle e più libere della classe operaia del 2009, quelle che ottengono decine di migliaia di voti per vincere i casting per interpretare Moana? Forse quei voti non sarebbe stato meglio darli a Moana e al PdA nel 1992, che lo sfruttamento, l'alienazione e la corruzione l'avrebbero presa per le corna e sul nascere? Ai posteri.

- Oggi ci basta dire che in quell'unico manifesto politico di Moana, che il PdA gli fece nel 1993, in realtà si vede un'attivista italiana di trentadue anni, già ferita a morte nelle elezioni politiche del 1992, che cerca comunque di cacciare con l'arco i nuovi Barbari Bipolari dal Campidoglio, prima di un viaggio in India che le consentirà di avviarsi ciclicamente e non spettacolarmente verso la morte.
Moana andò in India all'inizio del 1994
a conoscere la Gerarchia che cercava da sempre ovvero la fine del ciclo della Ricchezza nella Povertà e la fine del ciclo del Potere nel Sesso (la metafisica del sesso del Mausoleo di Mahal, che spiega perché nei risvegli delle ultime notti in ospedale ripetesse giustamente agli scienziati perplessi, come i medici di Pinocchio: "Io sono la Regina!").

Quindi, se pure Moana non fu mai amata abbastanza, anche per un suo modo poco accattivante di non sforzarsi per essere capita, per sua fortuna riuscì a regnare sull'Italia non conoscendo (né risolvendo) le crisi economiche o geo.politiche che tanto pianeta occupano e pre.occupano (Palestina, Afghanistan, Iraq, ecc.), che tante masse e contro.masse spostano (in effetti, in questo dato c'è odore di santità).

Quindi Moana, giunta quasi alla fine, decide di declinare la sua morte nel silenzio del corpo, un silenzio molto politico e molto metafisico, come quello dei poveri che non hanno la forza di alzare la voce.

Lo fa in prevalenza con due idee alter.politiche verticali e silenziose: l'Esilio e il Sacrificio.

L'idea di Esilio, che contiene quella di frontiera nazionale, quando, mostrando un non comune senso del pudore contadino tra le donne tele.borghesi alle quali non si era mai integrata, decide di andare a nascondersi per morire. Non solo: lo fa andando in un'altra nazione, a nascondersi ai media al di là delle sue amate Alpi, ormai simboliche solo per lei e per Giuseppe Verdi, che certamente l'aspettava per primo nei Campi Elisi.

E l'idea di Sacrificio, quando fissa il giorno in cui può essere sciolto il riserbo e data la notizia della sua morte a quello successivo alla cremazione, giorno in cui del suo corpo non è più visibile nemmeno il cadavere.
E ovviamente quando esprime l'ultima volontà che le sue ceneri vengano disperse sul monte Cervino, che non si parli della sua vita/morte, che si dia fuoco alla maggior parte dei sui oggetti e che sia solo il PdA ha poterla rappresentare e tutelare dopo la morte (quest'ultimo anche un estremo ripensamento sul limite deontologico che il diritto all'informazione dovrebbe avere, oltre che trasferimento rituale del privilegio sacrificale da lei ai suoi fratelli elettivi, che si formalizzerà dal 1999 nell'AMP e in www.moanamoana.it).

- Moana, per riassumere, dalla sua porno.posizione
orizzontale sul bordo del Territorio Globale, si alza, si muove verso Roma, si ferma davanti all'Altare della Patria (STOP) e si sacrifica nell'Estremo Centro di un'altra Terra, di un'altra Patria, per poi scorrere di molti anni-luce al di sopra o al di sotto dei riflettori e dei satelliti dello Showbiz, mettendosi fuori tiro.
Raggiunto quel punto metafisico, Moana smette di comunicare Miseria del Desiderio (linguaggio, retorica, mimesi, commedia) e comincia a rappresentare verticalmente Amore e Morte, come nel canto del capro greco o come il milite ignoto storicamente alle sue spalle, con il Re d'Italia e i popoli italici, ma con i quali si lega nel significato epico, civile e classico di un nuovo Ver Sacrum.

Ad ennesima dimostrazione che il sub.Pensiero Unico non reprime affatto la cosiddetta "Sessualità" (come pateticamente e dannosamente ancora sostengono i venditori sessantottini di brutte copie dal cliché della Rivoluzione Sessuale, maggiori sostenitori di questo progetto economico liberal.borghese fondato non sul sesso ma sui Fantasmi del Desiderio trasformati in Merce) ma semmai la "libera esistenzialmente" come una qualsiasi altra risorsa economica.

Ovvero il sub.Pensiero Unico, in generale, prima con la produzione e poi con la ri-produzione di massa, più efficacemente stermina l'originale, il culturale, il metafisico, il simbolico,
l'invisibile e le sue forme visibili e cicliche: ovvero il dono, la ritualità e la disciplina (tra cui, ovviamente, anche quelle relative al cosiddetto "Sesso", compreso quello dell'angelo di nome Moana).

- Storia, quella del PdA e di Moana, nel quadro della fine della metafisica del sesso e della democrazie mediterranee, dalla talassocrazia greco.coloniale al Gran Tour delle crociere coast-to-coast.
Ma anche piccola storia di resistenza e sfida simbolica alla lunga tirannia del nichilismo e della sua forma orizzontale chiamata Desiderio.

Tirannia dalla quale Moana, riuscendo a fare la verticale del PdA giusto entro il tempo massimo che la vita gli destinava, oltre ad onorare la nostra vita con la sua reale vittoria, si è salvata non proprio semplicemente l'integrità della persona e senza bisogno (e forse anche un po' alla faccia) di ripescaggi, revisioni o rivalutazioni tardive.



Nota al nome di Moana : se quanto letto fin qui ancora non vi convince, provate ad immaginare un mondo con i film porno in prima serata interrotti (...) dalla pubblicità delle cliniche di chirurgia estetica e poi capite che mentre leggete è proprio in quel mondo lì che siete seduti, davanti al vostro pc o alla tv poco cambia (vogliamo dire: tranquilli, che qualsiasi atomica iraniana o sex-bomb futura non potrà che rafforzare gli effetti di quella di Hiroshima ovvero non potrà cambiare quel Porno.Pensiero Unico che dal 1944 è il vero pericolo per tutti i popoli della Terra, comprese tutte le Marilyn possibili e immaginabili).

Che fare? Fatevi convincere da Moana, provate a sedervi dove si è seduta lei, salite sopra o nascondetevi sotto al Tavolo Territoriale, costruitevi una casa in campagna invece che l'immagine in città
Perché l'arte migliore non è quella di scegliere il sesso, ma quella di donare la vita e semmai scegliere la morte (o l'amore).
Dunque c'è di meglio che fare per tutta la vita gli Apprendisti Stregoni dell'arte grande, moderna ma francamente ormai inflazionata di "bucare lo schermo"
(cfr. Lucio Fontana, Concetto spaziale La Trinità, 1966).

Si può ritenere sensatamente che qualche battaglia al Panopticon Satellitare, nel quale ormai ci controlliamo reciprocamente come ergastolani involontari e che ha trasformato i Popoli in Masse avio.trasportate, deportate e concentrate dal Desiderio coatto, potrà certo essere vinta da varie Organizzazioni classiche (associazioni, partiti, sindacati, società, chiese, nazioni, eserciti...).

Ma è certo che la vera
guerra ormai non si combatterà con formulette e vecchie pop.balle del tipo "il mio Regno per cent'anni di Tele.solitudine a testa", ma con la ricerca disinteressata e necessaria di parole e dialoghi, come lame temprate da lunghe prove di resistenza punto per punto, giorno per giorno, casa per casa, porta per porta, fatto per non fatto, persona per persona, come nel caso esemplare di Moana Pozzi per

Mauro Biuzzi

(modificato:  9 marzo 2009, 22.54.00)





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28 gennaio
"Tu predone dietro le nuvole! Parla, infine, che vuoi da me, bandito."

Così anche noi, come F. Nietzsche e forse alzando suppliche e vaticini allo stesso Satellite Imperiale, torniamo su Posa Nostra con non altra intenzione che d'essere capiti: la Casa Chiusa mediterranea ed estremo.centrale in alter.nativa all'Igloo mondiale e bipolare.

L'AMP passa dalla Memoria alla Storia attraverso l'Iconoclastia della Casa Chiusa, che sfida l'album di famiglia di Posa Nostra (maggior strumento di Propaganda dei valori del Popolo Divano o divan-people) ed emerge dall'igloo specchiante dove era stata prigioniera nella lunga Domenica della Crisi, frantumando la Cupola del Nuovo Ordine Mondiale, (trans.nazionale, trans.sessuale, trans.nomade, trans.avanguardista e trans.edipico).



  

 

 


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27 gennaio

Auschwitz > Gaza > Milano : il PdA contro tutte le retoriche sull'Oscenità e sulla Trasparenza (il grande cinema neo-realista italiano del dopoguerra non ha mai avuto bisogno di mostrare una sola immagine di un campo di concentramento).

- vai al manifesto del PdA del 2007

"E perché non giudicate anche da voi stessi ciò che sarebbe giusto fare, ma vi presentate al giudice? [...] Io ti dico, che non uscirai di là, finchè non avrai pagato fino all'ultimo centesimo." (S. Luca 11, 57-59)


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3 gennaio
Gli auguri di Marcella, l'ultima rossa italiana (altro che la Ferrari...).

Riceviamo e volentieri pubblichiamo gli auguri per un "2009 rosso fuoco" di Marcella Zingarini, socio fondatore del PdA e dell'Associazione Moana Pozzi, fotografata da Mauro Biuzzi nel 1983, quando insieme portarono a Parigi la buona novella del filosovietico italiano (anche se la spilla sul colbacco l'aveva riportata Mauro dalla Cina di Deng Xiaoping...) e mentre, con gli occhi al cielo e il sorriso sulle labbra, esorcizza una brutta fontana moderna che ha occupato da poco piazza Georges Pompidou, sciocca e gelosa machine-sculpture che reagisce istericamente tentando di cannibalizzarla.

Lunga vita a Marcella Zingarini!

 

 


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1 gennaio
Non passeranno! (Morte a Eros, viva Marte!)

- Un augurio che è anche tutto un programma di Storia e di Geografia;
- un appello alla difesa della dignità personale e collettiva nei territori nazionali che resistono all'Impero di Sempre (dal Piave a Gaza e ritorno per Lampedusa);
- un pizzico al bel culo di pavone rifatto del Popolo degli struzzi rinunciatari, vittimali, sessisti, giovanilisti, narcisisti, dionisiaci, governativi, alfabetizzati, spettatori.elettori, comunicatori.scomunicati, liberal.liberati, pigri, smemorati, increduli, scettici, epicurei, cinici, irrituali, nostalgici ovvero TeleRomantici;
- un anatema contro i Faraoni TelePornoDivi, archeovampiri della propaganda mediatica della Protesi, del Superfluo e del Nulla.

Il genere di augurio che si può scambiare, come l'Amore e la Morte, solo nella sfida simbolica (tra Marte e Venere, tra Lingua e Sacro) e non nella concorrenza commerciale (nel ridicolo supermercato al rialzo dei "linguaggi delle differenze" - di classe, di ideologia, di razza, di sesso, di religione, etc.).

Insomma, il tipo di auguri che ci dovremmo fare tutti i giorni, preghiera quotidiana al Dio offeso della penisola cosparsa dalle ceneri di Gramsci, di Pasolini, di Pino Pascali,
di Beppe Salvia e di Moana (rei di aver preteso di abitarci con Amore e non con Eros), dove il problema attuale è che nessuno brucia più perché quasi tutti si sono fradiciati.
E se il P.I.L. cala ovunque, ciò che ovunque non smette di crescere è la pulsione di morte (la morte al telelavoro nelle case, sulle strade, negli stadi, nei cantieri, negli ospedali, nelle carceri, etc.), lo spettacolo distruttivo del raptus rabbioso (qualcuno dovrà pur organizzare una difesa adeguata e una controffensiva: candidiamoci a questo).

E' la Vittoria dell'Altro che fa la differenza, non la Libertà del Medesimo (l'Eclettismo delle Identità e degli Stili).
Ed è ciò che auguriamo fino al 2039 (così risparmiamo il fiato per la marcia lunga e vittoriosa).

D'altronde, marciare è sempre meglio che marcire.
 

 



 


 
 

   
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