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La Sfinge Rosa, seguito

1 maggio 2007
 il manifesto per l'elezione della Camera dei Deputati del 1992 andato in asta su eBay
vedi l'inserzione su eBay (pdf - 194 KB)
 mmagini di una copia del manifesto conservato nel nostro archivio del Partito dell'Amore:





   


sopra: particolare della lista dei
candidati del PdA.

sotto: lista dei candidati del PdA.



nostra nota sul manifesto:

Nonostante l'interesse personale, ha ragione l'inserzionista: questo è "un pezzo veramente imperdibile per il collezionista attento".

E non solo per l'assoluta irreperibilità di queste due grandi stampate fornite dal Ministero degli Interni in occasione delle elezioni politiche per l'esposizione pubblica delle liste e dei simboli partecipanti nelle strade e nei seggi di tutte le Circoscrizioni italiane.

Il valore più palese è quello storico-politico, in quanto si tratta delle ultime elezioni politiche della Prima Repubblica.
Da un lato, quindi, si vedono per l'ultima volta alcuni simboli dei grandi e piccoli partiti storici protagonisti di quarantanni di politica italiana, che spariranno l'anno successivo in seguito al''inchiesta detta Tangentopoli:
la DC di Forlani, il PDS di Occhetto, il PSI di Craxi e il MSI di Fini.
Poi il PLI di Altissimo, il PSDI, l'edera del PR di La Malfa e i Verdi ancora di Rutelli.
Tra i nuovi la Rete di Orlando e Rifondazione Comunista.
Nuovissimi, la Lista Pannella e la Lega Nord di Bossi che, nel Lazio, otterrà lo 0,6% come il Partito dell'Amore.
Dall'altro lato, si nota il fenomeno dei partitini, mai così rilevante nella storia delle elezioni italiane, ad esprimere quel "voto di protesta" che raccoglierà oltre un milione di voti (pari al 4% dell'elettorato), che avrà la sua punta di diamante nel Partito dell'Amore. Anche questo fenomeno è documentato per l'ultima volta, prima dell'introduzione del fatidico sbarramento al 4%.

Nelle liste è notevole la dose di politica-spettacolo: in particolare sono da notare l'esordiente Alessandra Mussolini nel MSI (come parente del Duce e di Sophia Loren), Nino Manfredi con Pannella, Domenico Modugno con i Verdi, Gianmaria Volontè e Gino Paoli con il Pds, Massimo Boldi nel Psi dopo Gerry Scotti, Franco Califano con il Psdi, Gianni Rivera e Carmine Abbagnale con la DC. Moana, almeno, è la prima nella storia della Repubblica che il partito se lo fa da sola e prendendo più voti personali di tutti, anche di molti politici di professione.
A questo proposito è buona l'occasione per riportare un passaggio
dell'analisi comparata del voto di Moana e del PdA e di quello degli altri partiti, tratto dalla relazione che presentammo nel 1992 all'Istituto Relazioni Pubbliche di Milano:

"La smaterializzazione totale della struttura-partito come mezzo di raccolta del consenso sulla base d'un patto sociale (la fame: ovvero la parola e il programma), a favore di un situazionismo quasi esclusivamente visivo e onirico, atto a determinare la più forte polarizzazione possibile del desiderio collettivo (il sesso : ovvero l'immagine che non promette ma appaga e guarisce), una scelta in sostanza non logocentrica ma terapeutica (ad esempio, come nelle campagne di Oliviero Toscani), ci ha consentito la raccolta di 22.409 voti certi (più circa 6.000 incerti e annullati) per la Camera e oltre 16.000 per il Senato nella XIX Circoscrizione, pari a quelli della Lega Nord.

Inoltre i 12.393 voti nominali di Moana Pozzi la pongono davanti a ben tre Segretari e capolista: Umberto Bossi/Lega Nord (6.985), Sergio Garavini/ Rifondazione Comunista (9.824) e Francesco Rutelli/Verdi (10.778).
Con i suoi voti, Moana Pozzi si sarebbe piazzata seconda nelle liste del PLI (dopo Altissimo), del MSI (dopo Fini) e della Lista Pannella (dopo Pannella); terza nel PRI e nel PSDI; sesta nel PDS e ottava nel PSI.
Come dire che nel PDS, in Rifondazione, nel PRI, nell'MSI, nel PLI, nella Lista Pannella e nei Verdi, cioè in ben sette partiti già affermati, Moana Pozzi avrebbe conquistato un seggio!
Per un candidato femminile capolista in una piccola formazione al suo esordio, candidato peraltro senza alcun precedente politico se non la militanza nella pornografia (che a questo punto dovrebbe invece cominciare ad essere considerato un buon precedente politico), ci sembra che il risultato sia straordinario per inconfrontabilità e potenziale innovativo.
". (leggi tutta la relazione del 1992).

In ultimo, è la prima volta che i simboli dei partiti sono stampati a colori, anche se il passaggio ad una politica realmente più colorata fu fatto solo dal Partito dell'Amore, come dimostrò il fatto di riuscire a monopolizzare tutta la pubblica attenzione, nazionale e internazionale, di quella fatale tornata elettorale, dando voce, a sue spese, al canto del cigno delle malridotte forze politiche della Prima Repubblica, un attimo prima di essere coperto dal ben più fragoroso crollo di Tangentopoli.

Tutto quanto concorre a fare di questo doppio manifesto un documento di straordinario interesse storico-politico per chi se lo è aggiudicato in asta. Complimenti a lui!

TESTO DELL'INSERZIONE SU E-BAY:

Vendo un raro e interessante manifesto elettorale di grandi dimensioni (due fogli di 140 x 100 cm, che uniti danno una dimensione totale di 280 x 100 cm), proveniente da un seggio ove era affisso durante elezioni politiche del 1992.

A parte la difficoltà di reperimento, poiché normalmente tali manifesti vengono restituiti al Comune al termine delle operazioni di votazione, il manifesto contiene molte curiosità che lo rendono un pezzo veramente imperdibile per il collezionista attento.

Infatti esso si colloca storicamente in un periodo di forte transizione politica in cui vi erano in competizione ben 27 formazioni politiche con candidati quanto mai vari e disparati, ad esempio:

1. Partito dell'amore, capolista Moana Pozzi, altra candidata Staller Elena Anna detta Cicciolina!!!;
2. Lega Nord (si era nel 1992 ed a Roma!), capolista un allora quasi sconosciuto Umberto Bossi;
3. MSI, capolista Gianfranco Fini;
4. PSDI, candidati Franco Califano (!) e Anita Garibaldi (!!);
5. Verdi, candidato Francesco Rutelli, non ancora sindaco di Roma;
6. Rete, capolista Leoluca Orlando;
7. PDS (con ancora il simbolo raffigurante falce e martello sotto la quercia), capolista Achille Occhetto;
8. Lega delle Leghe, capolista Stefano Delle Chiaie;

e così via, con molte altre curiosità che ci fanno apparire il panorama politico di quell'anno lontano anni luce!

Il manifesto è in condizioni generali più che buone, non presenta strappi, qualche spiegazzamento ai bordi ma non particolarmente importante.
Carta pesante color avorio chiaro.
Buona asta a tutti!

vedi tutta l'inserzione su eBay (pdf - 194 KB)

 
 
 
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