La
Sfinge Rosa, seguito
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il
manifesto per l'elezione della Camera dei Deputati del 1992
andato in asta su eBay
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vedi l'inserzione su
eBay (pdf - 194 KB)
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mmagini
di una copia del manifesto conservato nel nostro archivio del Partito
dell'Amore:
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sopra: particolare della lista dei
candidati del PdA.
sotto: lista dei candidati del PdA.
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nostra
nota sul manifesto:
Nonostante l'interesse personale, ha ragione l'inserzionista:
questo è "un pezzo veramente imperdibile per il collezionista
attento".
E non solo per l'assoluta irreperibilità di queste due grandi
stampate fornite dal Ministero degli Interni in occasione delle
elezioni politiche per l'esposizione pubblica delle liste e dei
simboli partecipanti nelle strade e nei seggi di tutte le Circoscrizioni
italiane.
Il valore più palese è quello storico-politico, in
quanto si tratta delle ultime elezioni politiche della Prima Repubblica.
Da un lato, quindi, si vedono per l'ultima volta alcuni simboli
dei grandi e piccoli partiti storici protagonisti di quarantanni
di politica italiana, che spariranno l'anno successivo in seguito
al''inchiesta detta Tangentopoli:
la DC di Forlani, il PDS di Occhetto, il PSI di Craxi e il MSI di
Fini.
Poi il PLI di Altissimo, il PSDI, l'edera del PR di La Malfa e i
Verdi ancora di Rutelli.
Tra i nuovi la Rete di Orlando e Rifondazione Comunista.
Nuovissimi, la Lista Pannella e la Lega Nord di Bossi che, nel Lazio,
otterrà lo 0,6% come il Partito dell'Amore.
Dall'altro lato, si nota il fenomeno dei partitini, mai così
rilevante nella storia delle elezioni italiane, ad esprimere quel
"voto di protesta" che raccoglierà oltre un milione
di voti (pari al 4% dell'elettorato), che avrà la sua punta
di diamante nel Partito dell'Amore. Anche questo fenomeno è
documentato per l'ultima volta, prima dell'introduzione del fatidico
sbarramento al 4%.
Nelle liste è notevole la dose di politica-spettacolo: in
particolare sono da notare l'esordiente Alessandra Mussolini nel
MSI (come parente del Duce e di Sophia Loren), Nino Manfredi con
Pannella, Domenico Modugno con i Verdi, Gianmaria Volontè
e Gino Paoli con il Pds, Massimo Boldi nel Psi dopo Gerry Scotti,
Franco Califano con il Psdi, Gianni Rivera e Carmine Abbagnale con
la DC. Moana, almeno, è la prima nella storia della Repubblica
che il partito se lo fa da sola e prendendo più voti personali
di tutti, anche di molti politici di professione.
A questo proposito è buona l'occasione per riportare un passaggio
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dell'analisi
comparata del voto di Moana e del PdA e di quello degli altri
partiti, tratto dalla relazione che presentammo nel 1992 all'Istituto
Relazioni Pubbliche di Milano:
" La smaterializzazione totale della struttura-partito
come mezzo di raccolta del consenso sulla base d'un patto sociale
(la fame: ovvero la parola e il programma), a favore di
un situazionismo quasi esclusivamente visivo e onirico, atto a
determinare la più forte polarizzazione possibile del desiderio
collettivo (il sesso : ovvero l'immagine che non promette
ma appaga e guarisce), una scelta in sostanza non logocentrica
ma terapeutica (ad esempio, come nelle campagne di Oliviero
Toscani), ci ha consentito la raccolta di 22.409 voti certi (più
circa 6.000 incerti e annullati) per la Camera e oltre 16.000
per il Senato nella XIX Circoscrizione, pari a quelli della Lega
Nord.
Inoltre i 12.393 voti nominali di Moana Pozzi la pongono davanti
a ben tre Segretari e capolista: Umberto Bossi/Lega Nord (6.985),
Sergio Garavini/ Rifondazione Comunista (9.824) e Francesco Rutelli/Verdi
(10.778).
Con i suoi voti, Moana Pozzi si sarebbe piazzata seconda nelle
liste del PLI (dopo Altissimo), del MSI (dopo Fini) e della Lista
Pannella (dopo Pannella); terza nel PRI e nel PSDI; sesta nel
PDS e ottava nel PSI.
Come dire che nel PDS, in Rifondazione, nel PRI, nell'MSI, nel
PLI, nella Lista Pannella e nei Verdi, cioè in ben sette
partiti già affermati, Moana Pozzi avrebbe conquistato
un seggio!
Per un candidato femminile capolista in una piccola formazione
al suo esordio, candidato peraltro senza alcun precedente politico
se non la militanza nella pornografia (che a questo punto dovrebbe
invece cominciare ad essere considerato un buon precedente politico),
ci sembra che il risultato sia straordinario per inconfrontabilità
e potenziale innovativo.". ( leggi
tutta la relazione del 1992).
In ultimo, è la prima volta che i simboli dei partiti sono
stampati a colori, anche se il passaggio ad una politica realmente
più colorata fu fatto solo dal Partito dell'Amore, come
dimostrò il fatto di riuscire a monopolizzare tutta la
pubblica attenzione, nazionale e internazionale, di quella fatale
tornata elettorale, dando voce, a sue spese, al canto del cigno
delle malridotte forze politiche della Prima Repubblica, un attimo
prima di essere coperto dal ben più fragoroso crollo di
Tangentopoli.
Tutto quanto concorre a fare di questo doppio manifesto un documento
di straordinario interesse storico-politico per chi se lo è
aggiudicato in asta. Complimenti a lui!
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TESTO
DELL'INSERZIONE SU E-BAY:
Vendo un raro e interessante manifesto elettorale
di grandi dimensioni (due fogli di 140 x 100 cm, che uniti danno
una dimensione totale di 280 x 100 cm), proveniente da un seggio
ove era affisso durante elezioni politiche del 1992.
A parte la difficoltà di reperimento,
poiché normalmente tali manifesti vengono restituiti al
Comune al termine delle operazioni di votazione, il manifesto
contiene molte curiosità che lo rendono un pezzo veramente
imperdibile per il collezionista attento.
Infatti esso si colloca storicamente in
un periodo di forte transizione politica in cui vi erano in competizione
ben 27 formazioni politiche con candidati quanto mai vari e disparati,
ad esempio:
1. Partito dell'amore, capolista Moana Pozzi, altra
candidata Staller Elena Anna detta Cicciolina!!!;
2. Lega Nord (si era nel 1992 ed a Roma!),
capolista un allora quasi sconosciuto Umberto Bossi;
3. MSI, capolista Gianfranco Fini;
4. PSDI, candidati Franco Califano (!) e
Anita Garibaldi (!!);
5. Verdi, candidato Francesco Rutelli, non
ancora sindaco di Roma;
6. Rete, capolista Leoluca Orlando;
7. PDS (con ancora il simbolo raffigurante
falce e martello sotto la quercia), capolista Achille Occhetto;
8. Lega delle Leghe, capolista Stefano Delle
Chiaie;
e così via, con molte altre curiosità
che ci fanno apparire il panorama politico di quell'anno lontano
anni luce!
Il manifesto è in condizioni generali più che buone,
non presenta strappi, qualche spiegazzamento ai bordi ma non particolarmente
importante.
Carta pesante color avorio chiaro.
Buona asta a tutti!
vedi tutta l'inserzione su eBay
(pdf - 194 KB)
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